LA RIVINCITA DEL CAVALLO

Per interpretare compiutamente questo titolo ci vorrebbero fiumi di inchiostro e di parole.
Comunque, questo nobile animale è stato indispensabile compagno dell’uomo nella sua evoluzione, in ogni circostanza, anche cambiando i destini delle genti.
Oggi, nonostante l’incessante progresso tecnologico però, l’uomo sente il bisogno di far rivivere quel che apparentemente sembrava dimenticato.
Ci riferiamo alla utilità del cavallo a favore dei diversamente abili.
Rieducare con l’equitazione è, un concetto antico evolutosi ovviamente nel tempo.
Giunse in Italia dalla Francia nel 1976 per merito di alcuni medici milanesi guidati dal Dott. Luciano Cucchi “ buon cavaliere “ che mise a cavallo il primo bambino disabile italiano di nome Dario, Paraplegico e con le gambe immobilizzate. Siamo tutti d’accordo che i miracoli li fa solo il buon Dio, ma se volessimo passare in rassegna i risultati della E.R.D. (Equitazione rieducativa per Disabili ) le sollecitazioni mentali e il gran numero di movimenti e atteggiamenti che il diversamente abile assimila prima incosciamente, ma poi coscientemente ci sarebbe da restare stupiti.
A dirla con estrema semplicità, montare in sella per un disabile significa avere a disposizione una ricchezza di “strumenti” riabilitativi che al cavallo sono naturalmente connessi: il movimento, il ritmo la corporeità.
Il cavallo inoltre costituisce un motivante approccio ludico ricreativo- sempre sotto opportuna e valida assistenza – perché si colloca lontano da ambienti come centri ambulatoriali, ospedali e cosi via . Ci sia consentito ricordare un solo esempio che riguarda la rieducazione dei diversamente abili col mezzo del cavallo.
La famosa amazzone Liz Hartnell, colpita da poliomielite, è riuscita a riprendere una vita normale grazie al suo fedele cavallo di nome “Jubilee” che le ha fatto vincere la medaglia d’argento alle olimpiadi di Stoccolma nella categoria di dressage .
Dopo un boom iniziale che destò molto interesse da parte della stampa e dei media, ci fù
- chiamiamolo cosi – un periodo di assuefazione per quanto riguardava la rieducazione equestre che ora è tornata alla ribalta anche al Sud del nostro Paese.
Un esempio ci viene dato dalla Sicilia, alle porte del Parco delle Madonie dove opera il Centro Addestramento Sicilia di Castellana Sicula che è anche un centro ENGEA ( Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali ).
Questa struttura è adagiata tutta in piano, sia al coperto, sia a cielo aperto: ampio parcheggio settore scuderie con 54 box, accogliente club-house, foresteria, numerosi locali per svariati servizi, un maneggio coperto e due scoperti.
Tutto intorno un lungo percorso per il cross-country.
Il team direzionale è composto dal Presidente: S.ra Elisabetta Farinella, in possesso del brevetto di 1 liv. Disabili ENGEA dai consiglieri Antonio Zafonte e Franco Mamola , dalla S.ra Silvana Gennaro, ottima amazzone, in possesso del brevetto di 3° liv: Disabili ENGEA, unica in Sicilia .
Silvana ha una doppia personalità, incentrata sulla passione equestre e sul sentimento materno strettamente collegati fra loro.
E così ? “ sono d’accordo e secondo me ne è venuto fuori un lavoro straordinario. Alla fine dei corsi mi rendo conto che questi bambini lasciano qualcosa dentro di me, nella mia anima. Spero che anche per loro sia la stessa cosa “ .
A tal proposito, mette conto ricordare un gesto che vale più di cento parole: un giovanissimo diversamente abile durante la lezione, si è chinato sulla sella per baciare Silvana sulla guancia …………………………………………..” Si, noi abbiamo soprattutto un rapporto di amicizia con loro i quali mi considerano una amica , una persona da voler bene, che li fa divertire , con la quale stare volentieri insieme e quindi questo rapporto spesso si arricchisce con un bacio “ .
Particolarmente importante notare che il corso di E.R.D. che si sta svolgendo nel Centro castellanese dura ben sei mesi .
Tale progetto, sotto legida della Regione Ass/to alla Famiglia è stato accettato volentieri anche perché i tre corsi precedenti, patrocinati dalla Provincia di Palermo, avevano riscosso più che un lusinghiero successo.
E’ previsto inoltre che in un prossimo futuro l’orizzonte si allargherà ancora in quanto i programmi si snodano velocemente ricchi di particolari sempre più interessanti .
Un ultima cosa: alla fine dei corsi i giovani partecipanti riceveranno un attestato di frequenza che li farà entrare in possesso di una abilitazione a montare di 1° grado nella categoria ENGEA disabili.


Franco Mamola