Le gare di endurance, o fondo, sono delle competizioni a cavallo su lunghe distanze che variano dai 30 ai 160 km. E’ una disciplina relativamente giovane sotto l’aspetto agonistico: il primo Campionato del Mondo si disputò ai Pratoni del Vivaro (Roma) nel 1986. Fu vinto dall’americana Cassandra Schuler.
Si può fare risalire l’origine dell’endurance ai Pony Express che ai primi dell’800’ negli Stati Uniti percorrevano lunghe distanze a cavallo per portare la posta e mantenere le comunicazioni tra il Far West e il resto della nazione. Tra gli episodi degni di nota ci fu la lunga corsa del mitico Buffalo Bill che galoppò per 450 km. cambiando 21 cavalli!
Le gare sono divise in due categorie: velocità e regolarità. Nella prima vince chi taglia il traguardo per primo, nella seconda chi percorre il percorso in un tempo prestabilito. In tutte e due le categorie il cavallo viene sottoposto a una visita veterinaria prima, durante e dopo la gara. In queste visite viene controllato sia l’aspetto metabolico (battito del cuore, stato delle mucose, movimento dell’intestino ecc.) che il movimento del cavallo per notare eventuali zoppie o comunque andature irregolari. Solo i cavalli che passano queste visite possono riprendere la corsa e a fine gara entrare in classifica. Nelle gare di endurance concludere ai primi posti è ovviamente importante, però quello che più conta sono le condizioni del cavallo. Per questo il premio più ambito è la “Best Condition” che viene assegnato al cavallo che alla fine della gara si presenta nelle migliori condizioni fisiche. Da questo si può capire l’importanza che si dà all’integrità del cavallo e alla capacità del cavaliere di saper interpretare e dosare le sue energie, le sue doti caratteriali e fisiche a secondo del tipo di gara che si sta affrontando, il clima, il terreno, il numero dei partecipanti ecc...


Il cardiofrequenzimetro è uno strumento fondamentale nell’allenamento del cavallo da endurance. Attraverso questo strumento noi potremo:

Controllare la frequenza cardiaca (FC) durante l’allenamento;
controllare il recupero della FC.
determinare la FC massima (210 battiti o più). Significa che anche se aumentiamo lo sforzo questa frequenza non aumenta. Non può essere aumentata, ma può solo diminuire con l’età;
controllare l’intensità del lavoro.
Cioè tenere il cavallo al di sotto della soglia anaerobica negli allenamenti prolungati o al di sopra negli annegamenti sullo sprint o l’ interval training.
Utilizzarlo come campanello d’allarme: se la FC è più alta del normale potrebbe indicare l’insorgere di un problema.
In questo modo il cavaliere potrà giudicare “oggettivamente” il progresso e il livello di allenamento del proprio cavallo senza così commettere l’errore di spingerlo oltre i suoi limiti. La FC rispecchia fedelmente la situazione cardiovascolare e metabolica del cavallo in ogni momento .Con l’allenamento la FC aumenta in accordo con il carico di lavoro e così dal battito potremo capire quanto stia lavorando il cavallo. A parità di lavoro con l’allenamento la FC diminuisce e una volta finito il lavoro questa diminuisce rapidamente, per questo con il cardiofrequenzimetro potremo tenere sempre sottocontrollo la FC ( i battiti potrebbero essere scesi anche di 30 battiti prima che li misuriate con lo stetoscopio). Un buon indice per valutare la preparazione cardiovascolare e metabolica del cavallo è il recupero dei battiti : più il cavallo è allenato più rapidamente scenderanno.Se la FC rimane elevata vuol dire che il lavoro è stato troppo intenso o può indicare un problema ( zoppia, riscaldamento,ec.).

Come si usa il cardiofrequenzimetro? Prima di tutto dobbiamo stabilire la FC massima del nostro cavallo. Lo portiamo al ritmo più alto che riusciamo a mantenere per 1 o 2 minuti in modo che verso la fine la frequenza cardiaca non aumenta più. Questo test lo si può ripetere dopo un riposo di 10 minuti. La FC massima generalmente si ha alla fine della prova e può variare dai 210 ai 225 bt. Poi utilizziamo 5 INTERVALLI:

Intervallo per l’attività moderata. Si moltiplica la FC per 0,5 e per 0,6. Per es. se la FC massima è 200, questo intervallo sarà tra 100 e 120 battiti al minuto. Si usa all’inizio dell’allenamento e in questo intervallo entra in gioco la “Long Slow Distance”, la lunga e lenta distanza. In questo intervallo si bruciano più grassi che carboidrati.


Intervallo per il mantenimento. Si moltiplica per 0,6 e 0,7 ( 120/140 bt.). In questo livello il cuore si rafforza e lavora in modo ottimale.
Livello aerobico. Si moltiplica per 0,7 e 0,8 (140/160 bt.). In questo livello si lavora non solo sul cuore, ma anche sul sistema respiratorio. Quando ci si allena in questo livello si aumenta il livello aerobico,cioè la capacità di trasportare ossigeno verso i muscoli e di trasportare indietro l’anidride carbonica.


Intervallo alla soglia anaerobica. Si moltiplica per 0,8 e 0,9 (160/180 bt.).Si entra così nell’allenamento anaerobico. Lo scopo è quello di aumentare la capacità dell’organismo di metabolizzare l’acido lattico e di allungare quindi il tempo prima che il cavallo risenta delle sofferenze causate dall’accumulo di acido lattico e dalla mancanza di ossigeno.
La Zona Rossa. Si moltiplica per 0,90 e 0,100 (180/200 bt.). E’ un allenamento ad altissima intensità. Si pratica solo quando il cavallo e’ in grandissima forma fisica poiché si lavora in assenza di ossigeno, cioè i muscoli stanno utilizzando più ossigeno di quanto l’organismo gli fornisce.


Viene da sé che ciò di cui si è parlato fin ora, pur essendo corretto, necessita del
supporto dell’esperienza diretta, quindi l’uso del cardiofrequenzimetro dipenderà dagli obiettivi che ci si propone, dal proprio cavallo e dal tipo di allenamento che si pratica.